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Workshop di Xilografia a San Michele

Il carcere apre ancora le porte. Venerdì 20 maggio nella casa di reclusione di San Michele ad Alessandria un gruppo di persone ha seguito un workshop di xilografia tenuto dai detenuti della struttura. Un primo esperimento per cercare di abbattere quei muri spessi che impediscono di vedere e capire la realtà all’interno delle strutture detentive italiane, ma anche un modo per imparare una tecnica antica.

Qui le immagini della giornata.

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Destination wedding a Venezia

Una giornata speciale in compagnia di DengDeng e HongBo ed il loro bagaglio da 25 kg per il loro Destination Wedding a Venezia. Grazie a Giorgio Gulmini per la parte video e alla mitica Martina Melfi, parrucchiera e truccatrice, che ci ha fatto conoscere le scorciatoie attraverso la città.

Qui la galleria dello shooting.

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Mixner -Press conference

David Mixner a Milano

Ieri nella bellissima sala degli Orologi di palazzo Marini a Milano, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione dello spettacolo “David Mixner Show, Oh Hell No!” programmato per lunedì 18 Aprile al teatro Elfo Puccini di Milano.

Sono intervenuti Giuliano Pisapia, Elio De Capitani, Igor Suran e David Mixner

David Mixner, attivista per i diritti umani e pioniere del movimento LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), è stato consulente di sei presidenti americani. Durante la sua carriera è stato al centro delle battaglie contro la guerra in Vietnam e per i diritti degli afroamericani.

 

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Macedonia: 12 arresti e tanta rabbia

MACEDONIA: 12 arresti e tanta rabbia

Articolo pubblicato su eastjournal.net il 14 Aprile 2016

È di dodici arresti il bilancio della giornata di ieri nella capitale macedone. Ma andiamo con ordine:

Ieri, la decisione del presidente Gjorge Ivanov di bloccare tutte le procedure giudiziarie nei confronti dei politici coinvolti nello scandalo intercettazioni viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale.

Verso le 18,30 inizia l’assembramento, organizzato da Protestiram, davanti all’ufficio del presidente della Macedonia a Skopje. In piazza ci sono le varie componenti della società civile, le NGOs, i partiti di sinistra e anche l’opposizione di Zaev. Un’ora dopo, la manifestazione continua verso il parlamento, dove si sviluppano alcune tensioni con la polizia. I manifestanti intendono raggiungere la sede del partito di governo, VMRO-DPMNE, ma la polizia li blocca.

Il corteo ritorna sui suoi passi e si dirige nuovamente verso l’ufficio presidenziale. Questa volta inizia una sassaiola e l’ufficio viene letteralmente demolito. Spuntano i primi ermellini della polizia, ma i getti d’acqua non vengono azionati. I manifestanti si dirigono verso il Ministero della Giustizia e intervengono le forze speciali che attaccano i manifestanti e disperdono il corteo.  “La folla si è divisa in tre”, spiega Mariglen Demiri, uno dei leader del movimento, “è a questo punto che sono iniziati i fermi e gli arresti”. Tra i dodici arrestati anche Branimir Jovanovic, economista e ricercatore ospite all’università di Torino, mentre non è chiaro il numero dei feriti, tra i quali anche un giornalista del portale web Plusinfo.

In queste ore la polizia macedone ha bloccato ai mezzi l’accesso al centro. La società civile si sta radunando nuovamente davanti al parlamento. Si attende, sempre in centro, anche una manifestazione dei pro-governativi, organizzata dall’associazione dei cittadini per la difesa della Macedonia. Dopo i fatti di ieri la tensione è alta e il clima dopo gli arresti non può che peggiorare.

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Eleonora_Giada

Giada e Eleonora

In questi giorni l’attenzione di tutto il paese è rivolta al Senato della Repubblica.
Si attende l’esito delle votazioni sul DDL Cirinnà sulle unioni civili e la stepchild adoption.
Grazie a Giada e Eleonora, in attesa della piccola Amelia, per la magnifica giornata passata insieme.

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Pietro Marubi

Pietro Marubbi, l’italiano di Scutari primo fotografo dei Balcani

Articolo pubblicato su eastjournal.net il 30 gennaio 2016.

Attese la sua vittima ad una svolta di strada l’affrontò parlandogli in sul viso con piglio di affaccendato, disse lasciatemi andare al centro che ho fretta. Mentre il duca rispondeva: che sfacciataggine è questa, quegli gli squarciava con larga ferita il ventre, da basso, e tenendo il coltello immerso, si spinse alcuni passi addietro, per modo da trovarsi al coperto dall’intendente addietro che accompagnava il Duca”.¹

Il 26 marzo 1853 alle 5.30 pomeridiane un gruppo di mazziniani assassina il Duca di Parma, Carlo III di Borbone. Dopo l’omicidio il gruppo lascia l’Italia: qualcuno emigra in Argentina, qualcuno in Turchia. Ad oggi l’assassino di Carlo III di Borbone resta ancora sconosciuto.

Da quel giorno inizia l’avventura di Pietro Marubbi, coinvolto nell’assassinio del Duca.

Pietro nasce a Piacenza nel 1834, in un periodo di rivoluzione per l’Europa. L’Italia è divisa tra regni e ducati ma l’idea di una Repubblica unita, luogo di libertà e giustizia iniziano a diffondersi per tutto il paese. Durante l’adolescenza Pietro, affascinato da tali teorie, si avvicina ai mazziniani. Dopo l’assassinio del Duca, lascia Piacenza e si dirige a Corfù, da cui riparte per raggiunge Valona. Da lì si sposta ancora, insediandosi definitivamente a Scutari. È lì che nel 1856 apre il primo studio fotografico in Albania e probabilmente il primo di tutti i Balcani.

A metà ottocento Scutari era uno dei più importanti sangiaccati dei Balcani. La posizione geografica favorevole, la rendeva uno snodo importante per i commerci tra Oriente e Occidente. La città era diventata un importante centro culturale, caratterizzata da un animo vivace ed internazionale: vi abitavano russi, francesi, inglesi, greci, spagnoli ed una grande comunità italiana.

Pietro Marubbi diventa Pjetër Marubi. Sposa Marietta, una goriziana di vent’anni più vecchia di lui. A Scutari si fa conoscere come pittore ed architetto. Disegna i progetti della cattedrale e dell’ambasciata italiana e dipinge diverse chiese sparse per tutto il territorio balcanico. Nel 1856 apre il primo studio fotografico a Scutari, Dritëshkroja, “scritto con la luce”. Le prime foto ritrovate, però, risalgono al 1858.

Pjetër assume un giardiniere, padre di due figli: Mati e Mikel Kodheli. Adotta artisticamente questi due ragazzi e li manda a studiare fotografia a Trieste, nello studio di Sebastianutti e Benque. Alla morte di Pjetër nel 1903, è Kel ad assumersi la responsabilità non solo dello studio, ma anche del cognome, tramandato poi a suo figlio Gëgë. Nasce così la Dinastia Marubi.

Lo studio di Pjetër Marubi si specializza in servizi fotografici per privati, lavorando indistintamente con tutte le classi sociali. Le sue immagini raccontano uno spaccato unico dell’Albania dell’epoca. Oltre ai ritratti, Pjetër scatta servizi fotogiornalistici per riviste estere, tra cui la rivista italiana “Illustrazione Italiana”.

Oggi l’archivio Marubi comprende 100.000 fotografie, la maggior parte stampate su lastra, a cui se ne aggiungono 400.000 di quattordici differenti autori. Nel febbraio 2012 il ministero della Cultura di Tirana propone all’allora ventiquattrenne Luçjan Bedeni la posizione di direttore del Museo Nazionale Marubi di Scutari. «L’inizio non è stato facile», spiega Luçjan. «La mentalità albanese è conservativa, se la paragoniamo all’Europa Occidentale, la mia giovane età focalizzava l’attenzione di tutti quelli che giravano intorno al museo; le mie idee erano più fresche e non venivano capite. Volevo rendere la collezione Marubi accessibile a tutti: non riguardava solo l’Albania, ma era un lavoro che abbracciava la storia umana del diciannovesimo e ventesimo secolo. Le foto dei Marubi ci danno la possibilità di capire da dove veniamo, raccontano storie di persone e di un’Albania che era sulla scena Europea».

Uno degli aspetti più importanti della storia di questa istituzione è l’inventario delle immagini. Fino al 2012 non c’era un archivio, Luçjan e la sua equipe lavorano un anno per completare l’inventario. Grazie alla rete creata da Luçjan, il progetto Marubi è entrato nel programma di sviluppo delle Nazioni Unite ed è promosso da una lunga lista di associazioni e istituzioni internazionali, tra cui la regione Friuli-Venezia Giulia.

Oggi parte dell’archivio Marubi è consultabile online sul sito http://www.marubi.gov.al e mattone su mattone si sta costruendo il nuovo museo.

Luçjan sta terminando il suo dottorato di ricerca su Pietro Marubbi, con la stesura di una tesi che verrà pubblicata entro fine anno in Italia. La ricerca ha portato alla conoscenza di fatti nuovi: ha trovato dei pagamenti fatti a Marubi e due medaglie da lui ricevute per servizi svolti. Il motivo di queste medaglie e dei pagamenti verrà svelato solo nella tesi e Luçjan non si sbottona.

¹Tratto da una lettera dell’incartamento relativo al processo all’avvocato mazziniano, Luigi Petroni (1854).

La galleria completa qui

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Ikea – Family Day

Mentre a Roma va in scena la parata medievale della famiglia etero-cattolica, nei 21 punti vendita italiani, Ikea celebra il suo Family Day. Con lo slogan “per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni”, l’azienda invita tutti a baciare la persona amata sulle note di “All you need is love”.

Ikea è una delle poche realtà in Italia all’avanguardia sulle politiche di Diversity Inclusion.

La galleria completa qui.

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Svegliati Italia

Suona la sveglia in piazza della Scala a Milano come in numerose altre piazze italiane per affermare il diritto all’uguaglianza in vista del ddl sulle unioni civili che approderà in Senato il 28 gennaio.

La galleria completa qui.

 

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Verarte

0X4A7269Il 28 e il 29 Novembre sarò a Veruno (NO) per una due giorni di arte, musica e fotografia.

Per le info dettagliate sulla V edizione di Verarte visitate la pagina Facebook cliccando qui.

In esposizione alcuni paesaggi astratti scattati ad alta velocità con tempi d’esposizione lunghi. Fotografie esperimento scattate in un tardo pomeriggio d’estate scendendo dal Mottarone.

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